Pandora’s Box
Uno dei pochi film a sfondo bellicoso che sono riuscita a guardare senza perdere la pazienza è The Dirty Dozen di Robert Aldrich. L’ho visto e rivisto e per i miei gusti è una specie di conquista dell’Everest.
Ieri sera mi sono abbandonata a “Kiss me, Deadly” tradotto “Un bacio e una pistola”. Il soggetto originale è di Mickey Spillane autore di noir- polizieschi con il solito detective privato scimmiesco e violento (Mike Hammer), ma irresistibile per le donne. Il plot è più meno questo: Una donna scappa da un manicomio eriesce a fardi dare un passaggio dal detective. Dopo pochi minuti si comprende che effettivamente la donna sta scappando da qualcosa di più grosso di una camicia di forza poichè viene uccisa dalle classiche scarpe lucide del demonio (da quando in qua si inquadrano i volti degli assassini? Solo in alcuni epiodi della Signora in Giallo), mentre il detective si salva per indagare. Ci sono parecchie cose che rendono il film scorrevole e ri-guardabilissimo, a mio modesto parere. Il protagonista è una specie di essere umano dotato di forza inaudita, scavezzacollo e impostore (mette in scena i tradimenti nelle coppie per riscuotere i soldi dell’ingaggio dal miglior offerente, che può essere o il marito o la moglie a seconda dei casi) con donne che gli si appiccicano alle labbra tipo carta moschicida, compresa la segretaria mozzafiato (che è sempre e comunque un gradino sopra le altre) sua complice nel circuire i mariti sospettati di tradimento. L’intrigo poi è la parte migliore: messaggi nascosti, lettere rintracciate, la polizia corrotta e la ricerca di quel “something” quel qualcosa che non si sa cos’è, ma che è talmente importante da provocare morti a raffica. Dura 1h e 41 minuti e sono pienamente in linea con Truffaut che disse che si vorrebbe durasse almeno due ore in più. Uno dei noir migliori che abbia mai visto, con le scazzottate, le testate, i coltelli a serramanico (avrò visto sì e no due, dico due, pistole in tutto il film e qualche candelotto di dinamite) il club fumoso con la cantante blues ingioiellata… Vabè mi dilungo. Insomma guardarlo merita davvero, poi lascia quella poesia da bianco e nero e da atmosfere sospettose da convincerti a comprare un foulard di seta e camminare ancheggiando (anche per i maschietti e, anche se per pochi) UUh e la scatola misteriosa, quale scatola? Dove? E i miti greci? Ma soprattutto manderei in loop le testate velocissime da nastro inceppato, ho riso un quarto d’ora. Guardatelo o miei giovIni amanti dell’uomo rude e della donna lasciva, aspetto pareri
Prossimo film di Aldrich “The Grissom Gang” e no, non c’entra C.S.I
Cafenoir
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